Sfruttare le Asimmetrie Fiscali in Europa
L’Europa unita offre numerosi vantaggi agli imprenditori perché grazie all’unione dei mercati puoi muoverti e risiedere in ogni paese membro e vendere in un altro paese membro senza alcun problema. Per cui è possibile vivere in Romania, pagare le basse imposte Romene e al contempo vendere a clienti italiani. E’ una follia che ci siano Stati, come l’Italia che conservino una tassazione così elevata e al contempo firmino trattati di libero scambio e libero movimento di persone e capitali. E’ ovvio che tutti coloro che possono andarsene in un paese a tassazione ridotta, senza perdere quote di mercato, preferiscono farlo.
L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta il 25 settembre 2015 da 193 Paesi delle Nazioni unite, tra cui l’Italia, per condividere l’impegno a garantire un presente e un futuro migliore al nostro Pianeta e alle persone che lo abitano.
L’Agenda globale definisce 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese) da raggiungere entro il 2030, articolati in 169 Target, che rappresentano una bussola per porre l’Italia e il mondo su un sentiero sostenibile. Il processo di cambiamento del modello di sviluppo viene monitorato attraverso i Goal, i Target e oltre 240 indicatori: rispetto a tali parametri, ciascun Paese viene valutato periodicamente in sede Onu e dalle opinioni pubbliche nazionali e internazionali.
L’Agenda 2030 porta con sé una grande novità: per la prima volta viene espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale, superando in questo modo definitivamente l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e affermando una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo.
L’esigenza di una crescita economica rispettosa dell’ambiente risale agli anni Settanta, con la presa di coscienza che il tradizionale modello di sviluppo avrebbe causato nel lungo termine il collasso dell’ecosistema terrestre. Gli attuali sforzi per l’ambiente realizzati dalla comunità internazionale, tra cui l’Accordo di Parigi sul clima, dimostrano che i limiti del Pianeta sono una realtà. Così il nuovo modello di sviluppo ha fondato le sue basi sul rispetto per il futuro, sia del Pianeta, sia delle generazioni prossime.
Il concetto di sviluppo sostenibile presenta una natura complessa, soggetta a numerose interpretazioni, ma la definizione universalmente riconosciuta risale al 1987 e si trova nel cosiddetto Rapporto Brundtland dal titolo “Our Common Future”, i cui principi di equità intergenerazionale e intragenerazionale hanno attirato l’attenzione della comunità internazionale determinando nuovi sviluppi del concetto di sostenibilità, che si è esteso non solo alla dimensione ambientale, ma anche a quella sociale.
L’Agenda 2030 è basata su cinque concetti chiave:
Garantire un’istruzione di qualità, equa e inclusiva (Goal 4) vuol dire anche offrire pari opportunità a donne e uomini (Goal 5); per assicurare salute e benessere (Goal 3), occorre vivere in un Pianeta sano (Goal 6, 13, 14 e 15); un lavoro dignitoso per tutti (Goal 8) richiede l’eliminazione delle disuguaglianze (Goal 10). Gli SDGs sono fortemente interconnessi.
L’Agenda 2030 lancia una sfida della complessità: poiché le tre dimensioni dello sviluppo (economica, ambientale e sociale) sono strettamente correlate tra loro, ciascun Obiettivo non può essere considerato in maniera indipendente ma deve essere perseguito sulla base di un approccio sistemico, che tenga in considerazione le reciproche interrelazioni e non si ripercuota con effetti negativi su altre sfere dello sviluppo. Solo la crescita integrata di tutte e tre le componenti consentirà il raggiungimento dello sviluppo sostenibile.
“Obiettivo 1” Sconfiggere la Povertà
“Obiettivo 2” Sconfiggere la fame
“Obiettivo 3” Salute e benessere
“Obiettivo 4” Istruzione di Qualità
“Obiettivo 5″ Parità di Genere”
“Obiettivo 6” Acqua pulita e Servizi Igienico Sanitari
“Obiettivo 7” Energia Pulita e accessibile
“Obiettivo 8” Lavoro Dignitoso e crescita Economica
“Obiettivo 9” Imprese Innovazioni e Infrastrutture
“Obiettivo 10” Ridurre le Diseguaglianze
“Obiettivo 11” Città e Comunità Sostenibili
“Obiettivo 12” Consumo e Produzione responsabile
“Obiettivo 13” Lotta contro il Cambiamento Climatico
“Obiettivo 14” La vita Sott’Acqua
“Obiettivo 15” La vita sulla Terra
“Obiettivo 16” Pace Giustizia e Istituzioni Solide
“Obiettivo 17” Partnership per gli Obiettivi
Scarica la versione integrale dell’Agenda 2030

Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile
Gli obiettivi fissati per lo sviluppo sostenibile hanno una validità globale, riguardano e coinvolgono tutti i Paesi e le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura.
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All’interno dell’Unione Europea ci sono molteplici diversità di trattamento fiscale per cittadini e imprese tra gli stati membri; sfruttare queste asimmetrie fiscali offerte dall’Unione Europea a vantaggio della tua impresa e dei tuoi clienti è sicuramente uno strumento vincente per la tua strategia di ripresa.
Grazie all’unione dei mercati puoi muoverti e risiedere in ogni paese membro e vendere in un altro paese membro senza alcun problema. Per cui è possibile vivere in Romania, pagare le imposte Romene e al contempo vendere a clienti italiani e degli altri stati membri dell’Unione Europea.
Oggi è anacronistico che ci siano Stati, come l’Italia che conservino una tassazione molto elevata e al contempo firmino trattati di libero movimento di persone e di libero scambio di capitali. È lapalissiano che coloro che possono andarsene in un paese a tassazione ridotta, senza perdere quote di mercato, preferiscano farlo.
Già da diversi anni molti imprenditori italiani che vendono in Italia trasferiscono uffici ed unità produttive in paesi a tassazione ridotta senza perdere le quote di mercato Italiane ed estere guadagnare nel tempo, questo in virtù del trattato di libero scambio di merci, persone e capitali.
Non capisco con quale criterio i nostri politici abbiano firmato quei trattati, senza prevedere una adeguata riforma fiscale al ribasso, solo una persona senza lungimiranza avrebbe firmato trattati bilaterali del genere senza iniziare un processo di riduzione fiscale proprio per evitare fenomeni del genere
Mentre invece hanno continuato e continuano a tassare gli imprenditori della Piccola e Media Impresa ed i Professionisti italiani trattandoli come animali da soma o spugne da prosciugare e alla fine questi si sono stancati.
Molti di loro ora sono all’estero, come dargli torto, con questa scelta possono continuare a guadagnare quote di mercato nazionali ed internazionali, abbassando la pressione fiscale e investendo in nuove tecnologie e strategie di marketing, creando così nuova linfa per la loro impresa.
Credit:
Armin Nistor