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Archivio dell'autore Gian Andrea Magnani

Pensiero del giorno

Struttura

febbraio

Organizzare non è complicare.
È togliere attrito
alle decisioni.

Gian Andrea Magnani
Fondatore e CEO
Studio Magnani & Partners

Pensiero del giorno

Struttura

febbraio

Se un sistema funziona solo
quando sei presente,
non è un sistema.

Gian Andrea Magnani
Fondatore e CEO
Studio Magnani & Partners

Oltre la SBLC: perché il futuro delle garanzie è una scelta di governance

Oltre la SBLC: perché il futuro delle garanzie è una scelta di governance

Negli ultimi anni ho avuto modo di affiancare imprese, operatori del commercio internazionale e strutture decisionali chiamate a gestire transazioni sempre più complesse, rapide e interconnesse.
In questo percorso, un tema è emerso con crescente chiarezza: le garanzie non sono più solo uno strumento tecnico, ma una componente strutturale della governance delle operazioni.

Per molto tempo, nel commercio internazionale – e in particolare nel settore delle commodities – il problema della garanzia è stato affrontato in modo quasi automatico:
serve una SBLC, una BG, una LC.
Strumenti solidi, riconosciuti, rassicuranti.

Oggi, però, quella risposta automatica inizia a mostrare dei limiti.

Quando lo strumento smette di essere neutro

SBLC, BG e DLC non sono strumenti “sbagliati”.
Sono strumenti figli di un’architettura bancaria che ha garantito stabilità per decenni.

Il punto è che, nel contesto attuale, non sono più neutri rispetto alle scelte strategiche di un’impresa.

Ogni garanzia bancaria porta con sé:

  • assorbimento di capitale o di linee di credito

  • dipendenza da tempi e processi non controllabili

  • esposizione indiretta al rischio bancario e di giurisdizione

  • rigidità nella gestione di operazioni dinamiche o iterative

In molti casi, la garanzia smette di essere una tutela e diventa un vincolo operativo.

Il vero cambiamento non è tecnologico

L’errore più comune, quando si parla di collaterale digitale o di asset digitali applicati alle garanzie, è considerarlo un tema tecnologico.
Non lo è.

Il cambiamento reale è architetturale.

Si sta passando:

  • da un modello basato su fiducia delegata (alla banca)

  • a un modello basato su fiducia strutturata (nel contratto e nella verifica)

In questo nuovo paradigma:

  • la garanzia non è più solo un documento

  • il collaterale non è solo una promessa

  • la fiducia non è più mediata esclusivamente da un intermediario

È incorporata nella struttura dell’operazione.

Asset digitali come collaterale: perché oggi entrano nel ragionamento dei board

Sempre più consigli di amministrazione, CFO e responsabili del rischio non stanno chiedendo “se” questi strumenti siano utilizzabili.
Stanno chiedendo:

  • in quali casi riducono il rischio complessivo

  • quando migliorano l’efficienza del capitale

  • come si integrano con i contratti esistenti

  • quali nuove responsabilità introducono

Gli asset digitali utilizzati come collaterale non sono una scorciatoia.
Sono una diversa allocazione del controllo.

Il controllo passa:

  • dalla banca

  • al contratto

  • alla verifica oggettiva delle condizioni

Questo è il punto che interessa i decisori.

Dal rischio bancario al rischio di struttura

Nel modello tradizionale, gran parte del rischio è esternalizzato:

  • rischio di emissione

  • rischio di escussione

  • rischio di tempi

  • rischio di interpretazione documentale

Nel modello basato su collaterale digitale, il rischio viene internalizzato nella progettazione:

  • chiarezza delle condizioni

  • definizione degli eventi rilevanti

  • governance della custodia

  • meccanismi di rilascio o escussione

Questo richiede più competenza a monte, ma riduce drasticamente l’incertezza a valle.

Non è una rivoluzione. È una selezione.

Non tutte le operazioni richiedono – né richiederanno – garanzie basate su asset digitali.
E non tutte le imprese sono pronte ad adottarle.

Ma il mercato sta facendo quello che ha sempre fatto:
sta selezionando le architetture più efficienti.

Nel tempo, resteranno:

  • gli strumenti bancari dove servono davvero

  • le soluzioni alternative dove aggiungono valore reale

Il punto non è scegliere “contro” qualcosa, ma scegliere in modo coerente.

Una questione di maturità decisionale

Nel 2026, il vero discrimine non sarà tra chi usa una SBLC e chi usa un collaterale digitale.
Sarà tra chi:

  • subisce lo strumento

  • e chi lo governa

Tra chi adotta modelli standard
e chi costruisce strutture su misura, allineate alla propria strategia, al proprio rischio e al proprio capitale.

Questa è, a mio avviso, la vera evoluzione in atto.

Considerazione conclusiva

Le garanzie non sono più un dettaglio contrattuale.
Sono una leva di governance.

Chi opera nel commercio internazionale e nelle commodities dovrebbe iniziare a porre una domanda diversa:
non “che garanzia mi chiedono”, ma
“che architettura sto scegliendo per mettere in sicurezza questa operazione”.

La risposta a quella domanda farà la differenza nei prossimi anni.

Una nota finale

Ogni operazione è diversa.
Commodity, giurisdizione, controparte, timing e profilo di rischio rendono impossibile qualsiasi standardizzazione assoluta.

Per questo motivo, quando emergono valutazioni su modelli alternativi di garanzia o di collaterale, il confronto dovrebbe partire dal caso concreto, non dallo strumento.

Chi ritiene utile approfondire questi temi in un’ottica di struttura, governance e rischio, può richiedere un confronto informativo riservato.
Non per adottare soluzioni, ma per fare le domande giuste prima di decidere.

Gian Andrea Magnani
Founder – Studio Magnani & Partners

Pensiero del giorno

Struttura

febbraio

Una struttura non accelera il lavoro.
Evita che deragli.

Gian Andrea Magnani
Fondatore e CEO
Studio Magnani & Partners

Pensiero del giorno

Metodo & Partenza

gennaio

Chi riparte ogni anno da zero
non sta evolvendo.
Sta dimenticando.

Gian Andrea Magnani
Fondatore e CEO
Studio Magnani & Partners

Pensiero del giorno

Metodo & Partenza

gennaio

Partire bene non significa partire forte.
Significa partire sapendo
dove non tornare.

Gian Andrea Magnani
Fondatore e CEO
Studio Magnani & Partners